Giovedì 27 novembre 2025 grazie agli amici di “ScopriAmo l’autismo” abbiamo avuto il piacere di assistere alla prima visione romana del film “Ugualmente diversi“, al cinema Tiziano.
La proiezione è incentrata sulla vita di ragazzi con autismo che ce l’hanno fatta. Ce l’hanno fatta grazie a “PizzAut“, che li ha formati e assunti come camerieri, nell’unico esempio al mondo di locale gestito in larga parte proprio dall’autismo e i suoi ragazzi.
La pellicola andrebbe considerata come l’innesco della prima tessera di un domino che ci deve portare a credere che un altro mondo sia possibile, partendo dal presupposto che riesce a trasmettere: conosciamo l’autismo, accettiamolo per quello che rappresenta, e nei casi consentiti, mandiamolo anche a lavorare, perché no. Questo film dovrebbe essere la prima goccia di un oceano di iniziative che riescano a dare almeno speranza, se non rappresentatività, a una fetta della nostra società ancora lontano dall’essere considerata in modo totale, che vive la marginalità dal momento della nascita fino alla fine, come ogni disabilità. A dieci anni non guariscono, no, perché è così che il sistema sembra aver stabilito col suo agire, in quanto a quell’età in pratica smette di curarsene. E invece bisogna occuparsene, per offrir loro la speranza futura di una vita in mezzo ai loro simili, termine assai appropriato visto che siamo simili, ma non uguali.
“Ugualmente diversi“, mi verrebbe da dire. Il docufilm affronta con toni leggeri ma dal giusto punto di vista le vite di questi ragazzi, i loro sentimenti, il titanico supporto delle famiglie, come vengono considerati dal sistema e quanto possano realizzare, nonostante le loro bizzarrie, considerate tali solo da noi neuroconvergenti. Questi ragazzi rappresentano l’emozione suscitata dalle cose semplici in un mondo sempre più complesso. Andatelo a vedere, fategli pubblicità per diffonderlo a scuola, soprattutto.
Quasi dimenticavo, ho trovato unico l’accorgimento di concepire l’opera per esser goduta da tutti, anche da persone con sordità e non vedenti, grazie ai sottotitoli impressi sulla pellicola e l’audiodescrizione in App sullo smartphone.
Applausi.





