A casa di Babbo Natale

A casa di Babbo Natale

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Il villaggio di Babbo Natale è quel luogo magico dove tutti sono felici. Perché è il frutto della fantasia bambina. Il non luogo che si pone a ridosso della realtà, stordendola coi suoi suoni, luci e colori.
Uno spettacolo che insegue l’altro, tra giostre che non richiedono allenamenti da astronauti.
Oggi c’era un sole che sembrava maggio, una di quelle giornate che i parigini ci invidiano, credetemi sulla parola, ne ho le testimonianze.

Oggi “Occupiamocene“, in sinergia con altre associazioni, “Rete Italiana disabili” e “la Terra degli insuperabili” è stata ospite del Christmas World di Villa Borghese, che ringraziamo per l’accoglienza senza intoppi. Le solitudini dei fragili che vanno ad incontrarsi, a farsi compagnia e a modo loro a divertirsi, incastonate tra le spensieratezze dei neuroconvergenti. Villa Borghese infiocchettata come il più bello dei presepi animati, nel cuore di Roma. Moquette rossa dappertutto, scenografie sontuose, animazione iperattiva. E gente. Bambini. Famiglie. Uomini e donne. Nonni. Ragazzi.
Nel quasi 2026 l’umanità che si diverte fa ancora effetto. Ti piace.

Ai miei tempi il villaggio di Babbo Natale non rientrava nell’immaginario collettivo, chissà perché. Oggi invece eccolo qua. Sembra reale. Anche da adulto apprendista della vita resti comunque colpito.
Pensa l’effetto sui piccoli… Favoloso. Poi torni alla realtà. Giorgio in altre occasioni ha fatto più volte il giro della morte in varie salse, oggi ha inaspettatamente paura di salire sul brucomela e sul polipo ottovolante. Così, senza motivo apparente. Lui grande e grosso, che a undici anni calza quattordici anni. Che a maggio ti porterà al concerto di Vasco. Ovviamente non te lo sa dire il perché, ma oggi è così, punto e basta.

Sei sorpreso, provi a contrastare, ma alla fine ti adegui. I suoi tentennamenti poi bloccano la fila, bisogna rispettare le tempistiche e le aspettative di tutti, quindi scendiamo, forse andrà meglio la prossima volta…
La nostra realtà è un po’ così. Alcune volte scendi dalla giostra prima che parta, ma passi comunque una bella giornata, deliziosamente solarizzata. Unica macchia indelebile la difficoltà incontrata da alcuni carrozzati che hanno dovuto superare le barriere delle barriere architettoniche, ovvero le superficialità degli uomini, per poter entrare nel villaggio, causa montascale governati con scarsa approssimazione. Purtroppo, ironia della sorte, non tutti i Village riescono col montascale funzionante.

Menzione speciale per Francesco e mamma Barbara, belli come il sole che oggi spadroneggiava nel cielo. È stato bello conoscervi. Concludiamo così il primo anno di vita di “Occupiamocene” con una bella giornata, piena d’allegria vivace e colorata.

Che sia di buon auspicio per il 2026. Auguri.!

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